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Mercoledì, 25 Gennaio 2012 10:52

Valore dei contenuti non adeguati al livello delle tecnologie

Roma
(Roma dal sito ARTE.IT)
In un interessante Workshop tenuto ieri mattina a Roma nella splendida sede del Campidoglio si sono confrontate realtà istituzionali, universitarie e del mondo privato sul tema della valorizzazione del Patrimonio Culturale tramite le ICT.
L'elemento che ha scatenato l'interessante confronto di interventi scaturisce dalla presentazione della attività della NEXTA, società che sta realizzando una serie di guide interattive su web raggiungibili dal sito ARTE.IT reativa alla  recente pubblicazione della città di Roma che si aggiunge a Milano, Firenze, Genova, Palermo ed altre città d'arte.
Il confronto tra le parti ha visto la Soprintendente Paola Raffaella David (responsabile dei Monumenti di Benevento e Caserta) e l'amministratore Piero Muscarà della soc. NEXTA confrontarsi sul tema della diffusione internet di dati sul Patrimonio per la sua valorizzazione, il tutto mediato dal Prof. Valter Curzi dell'Università La Sapienza di Roma e il consigliere delegato di Zetema Mino Dinoi.

La critica emersa ha avuto per oggetto la qualità dei contenuti relativi al patrimonio culturale presenti sulle guide attualmente realizzate utilizzando la tecnologia dei POI (Point Of Interest) di Google Map con possibilità di sharing attraverso i social network più diffusi.
La Soprintedente Paola David ha puntualizzato che questa osservazione non è rivolta alla tecnologia adottata e la sua presenza al Workshop ne era una conferma, bensì sulla qualità dei contenuti che andrebbero controllati e "validati" prima di essere divulgati.
In effetti ridurre il contenuto delle schede d'arte ad un catalogo stile Wikipedia risulterebbe non molto adegato all'attuale valore del sistema culturale dando spazio a numerose iniziative anaoghe che se non si distinguessero per la qualità e "ufficialità" del contenuto potrebbero essere realizzate da chiunque ma risulterebero infine automaticamente denigrabili per il loro scarso valore.
Il problema va quindi spostato sulla accessibilità dei dati, concentandoci sulla quella enorme quantità di dati che il nostro MiBAC custodisce da anni nei suoi sistemi informativi e che dovrebbe essere resa disponibile al pubblico.
rischio1
(Monumenti a Roma sul sito del MiBAC)

Ad ogni punto georiferito sul sistema già corrisponde un POI visualizzabile su Google Map o su Google Earth con tanto di scheda catalografica e descrittiva.
anagraficaICR2

In realtà bisogna agire attraverso la attuale legislazione sugli open data e le iniziative che seguono l'onda emozionale del governo statunitense (vedi dati.gov.it) avviate recentemente che consentono di divulgare dati della pubblica amministrazione citandone la fonte con relative licenze appositamente studiate per il caso Italiano.
datigovit





Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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