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Martedì, 23 Ottobre 2012 13:09

Rugosità e colore come misura dell'impronta digitale dei dipinti

fingartprintPrevenire il furto d'arte è possibile mediante l'applicazione della tecnologica a scala sub-micrometrica per registrare un'impronta digitale sulla base dell'unicità della rugosità e del colore di ogni opera d'arte. E' questa l'idea alla base del progetto europeo  "FINGaRt Print" al quale lavora un team scientifico internazionale che si sta concentrando sulla creazione di una 'firma digitale' per le opere d'arte. 

Ogni dipinto ha caratteristiche di rugosità e di colore che con moderni sistemi di riconoscimento a livello sub-microscopico lo rendono unico e facilmente identificabile. 


Per stabilire un'insieme di impronte digitali, il team di ricercatori usano un sofisticato microscopio noto come profilometro confocale a luce bianca che viene montato su un braccio robotico. Questa apparecchiatura posizionata ad una distanza di 10 mm dalla pittura misura rugosità a livello sub-micrometrico scala in un'area bersaglio di un centimetro quadrato.

In seguito gli scienziati creano quello che chiamano l'impronta spettrale puntando nella stessa area una speciale macchina fotografica per vedere come la luce rimbalza punta il quadro non è illuminato. Questo dà preziose informazioni sui coloranti e pigmenti utilizzati dall'artista. Infine, gli scienziati acquisicono una foto della zona del dipinto con una webcam per documentare l'esatta posizione delle impronte digitali per avere un riferimento in futuro.

"Abbiamo eseguito esperimenti per vedere se i dati di misura 3D del colore con precisione alla scala micrometrica potrebbero essere combinati nella stessa zona, al fine di dare una impronta digitale a quello che è un oggetto unico." Kirk Martinez, uno dei partner del progetto e Senior Lecturer in Elettronica ed Informatica presso l'Università di Southampton, Regno Unito aggiunge: "queste due tecnologie non erano state provate insieme, in modo che dovrei essere a conoscenza che si trattava di un lavoro altamente sperimentale"

La prima applicazione di questa tecnologia sarà quello di impedire la falsificazione o il furto. Potrebbe essere utilizzata per autenticare un lungo periodo di prestito o di restauro di un'opera d'arte. Questo può essere fatto confrontando l'immagine digitale della firma prima e dopo il prestito 

Sebbene l'idea di partenza sia molto buona emergono comunque alcuni dubbi. Diversi ricercatori hanno espresso le loro perplessità sul fatto che caratteristiche come rugosità e cromatismo, se utilizzate dagli scienziati per creare una impronta digitale di un'opera d'arte, non permangono e possono variare molto con il degrado dei materiali componenti. La natura del materiale utilizzato conta molto, si pensi ad esempio a dipinti a base di olio siccativi che invecchiando scuriscono e subiscono il tipico effetto di craquelure della pelliccola pittorica. 

 

Sito internet del progetto: fingartprint.eu

 

Fonte: Heritage Portal

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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