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Lunedì, 05 Dicembre 2011 12:32

Restauro per L’Assunzione e Incoronazione della Vergine (1526 – 1527) di Raffaellino

Raffaellino Inc Verg webL’Assunzione e Incoronazione della Vergine (1526 – 1527) di Raffaellino del Colle, nel Museo Civico di Sansepolcro, è splendido dipinto senz’ombra di dubbio uno dei lavori più impegnativi licenziati da Raffaellino del Colle (Sansepolcro 1496? – 1566) è stato menzionato da Giorgio Vasari (1568) nelle sue celeberrime Vite scrivendo che il Nostro lasciò la “tavola d’un Assunta a i frati de’ zoccholi, fuor del Borgo (Sansepolcro) … La tavola insieme alla Resurrezione di Cristo della Cattedrale di Sansepolcro e all’Annunciazione della Vergine Sellari di Città di Castello, fa parte del processo d’introduzione della maniera raffaellesca, appresa dal biturgense a Roma durante gli anni della collaborazione con Raffaello Sanzio e Giulio Romano, nella zona dell’Alto Tevere.”

La grande tavola (cm 382 x 234) e la sua monumentale cornice dorata, opera dei fratelli Binoni,sono state sottoposte tra la fine di maggio e gli inizi di ottobre 2010, ad un intervento di manutenzione straordinaria, disposto dalla Direzione del Museo Civico di Sansepolcro, grazie al contributo finanziario di Coingas. L’operazione, programmata in seguito ad una gravissima infestazione d’ insetti xilofagi, e ai sollevamenti dello strato preparatorio della pittura e delle dorature, ha posto rimedio a questi fenomeni di degrado, con interventi progettati e realizzati dallo Studio di Restauro “Piero della Francesca”, in collaborazione con  “Antica maniera “ di Marco Santi, per la disinfestazione dell’opera in anossia, con Fabrizio Papini, per i supporti lignei, e Andrea Gori della Soprintendenza di Arezzo per la progettazione di nuovi sistemi di ancoraggio, stabilizzazione e rimontaggio della tavola e della cornice.

L’intervento, ha permesso non solo un monitoraggio puntuale del reale stato di conservazione dell’opera, sanando gli elementi di degrado che ne minavano la conservazione, ma ha offerto anche lo spunto per una attenta riflessone sulla opportunità di recuperare, con il restauro della superficie dipinta, una più corretta lettura critica dell’opera. Nonostante un restauro del 1974, il dipinto mostrava una intonazione cromatica calda, molto scura, lontana qualità fredda del raffinato catalogo raffaellinesco.

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Alla luce di queste considerazioni il dipinto è stato sottoposto, ad una lettura più accurata, utilizzando la fluorescenza UV, che ha rivelato spessori cospicui di vernici  sulla cromia cinquecentesca. Si è quindi proceduto ad investigare la superficie dipinta con saggi di pulitura, che hanno incoraggiato una nuova ipotesi di restauro dell’opera.

Particolarmente significativo il saggio effettuato in corrispondenza del ginocchio sinistro del San Francesco, ove molto buono appare lo stato di conservazione del colore utilizzato da Raffaellino e che ha rivelato, sotto una stesura scura e giallastra, la sorprendente intonazione grigio violacea di una veste cilestrina.

Alcune micro abrasioni della superficie dipinta si ravvisano (già ad una prima lettura a luce visibile) sotto lo strato dei protettivi alterati, per esempio nella veste del San Pietro. Qui, nel saggio eseguito in corrispondenza della spalla, la campitura di base palesa in più punti microabrasioni dell’impasto e le velature sottili di colore che definiscono la veste appaiono impoverite e peggio conservate. Questo saggio lascia quindi supporre la possibilità di zone in uno stato di conservazione non ottimale, pulite in passato in modo incauto.

Il complesso intervento di recupero, fa parte di una più ampia campagna di interventi di restauro voluti dalla direttrice del Museo, Mariangela Betti, dal presidente dell’Istitutizione Museo Biblioteca, Daniele Piccini, e dall’assessore alla cultura, Andrea Borghesi; l’intervento è attualmente in corso nel Museo Civico, sempre con il finanziamento di Coingas, ed è progettato e svolto da Daniela De Ritis dello Studio di Restauro “Piero della Francesca” di Sansepolcro con la direzione di Paola Refice della Soprintendenza per i Beni A.P.S.A.E. di Arezzo.

(Fonte:www.soluzionimuseali.com)

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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