NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 


 

Mercoledì, 09 Gennaio 2013 12:41

Resoconto dal Convegno Diagnosis of Cultural Heritage

Redazione Archeomatica

logo NapoliNel 3° Convegno Internazionale  Diagnosi Conservazione e Valorizzazione del Patrimonio Culturale  svoltosi il 13 e 14 Dicembre 2012 presso l'Hotel Ambassador, Via Medina 70 a Napoli  si sono discussi  contributi scientifici che esplorano ambiti disciplinari  nuovi che danno  al percorso ideale - Diagnosi Conservazione Valorizzazione -  nuovi strumenti operativi. La crisi economica e sociale imperante  ci costringe a valorizzare tutte le nostre  risorse ed il Patrimonio Culturale  da questo punto di vista riveste un'importanza strategica per gli aspetti multitasking. E' una risorsa sottoutilizzata per la mancanza di chiarezza degli obiettivi da raggiungere e delle modalità necessarie per perseguirli. 


La diagnosi del nostro patrimonio culturale è la condizione necessaria  per affrontare la strada della sua messa in valore, strada irta di difficoltà e di competitività. Per un settore abituato a lavorare secondi ritmi non industriali con un alto tasso di autoreferenzialità significa una rivoluzione organizzativa e di obiettivi che attualmente non è neanche all'orizzonte.

La diagnosi è un prodotto finito da cui attingere criticamente competenze da mettere in atto per la valorizzazione. Ha una struttura, dei dati e delle motivazioni che ne fanno l'unico documento che mette i terzi in grado di prendere delle decisioni economiche che sostengano i processi di valorizzazione. Svolge una funzione fondamentale di supporto allo sforzo politico e amministrativo  per ottimizzare le risorse economiche, pubbliche e private, destinate alla valorizzazione che consentirà al nostro paese, in carenza di risorse naturali,  di uscire dalla crisi economica.

Per esemplificare, solo la Diagnosi di Pompei può consentire di organizzare un marketing culturale  per cui 6 milioni di visitatori a livello planetario decidano di scegliere Pompei come luogo da visitare portando su quel territorio risorse economiche fresche, nuove, attive e senza il virus dello statalismo inefficiente. La diagnosi è la narrazione del percorso di ricerca, la registrazione delle novità raggiunte,  messa in atto di nuove forme di comunicazione - rappresentazione del bene ed è l’indispensabile incipit di un percorso virtuoso secondo cui si deve svolgere il restauro ed il processo di valorizzazione. Una buona diagnosi produce nel tempo una diagnosi aggiornata ed efficace. Una cattiva diagnosi nel merito e nelle motivazioni conduce a sperpero del denaro pubblico e privato nel migliore dei casi  è un fattore perditempo. 

 

Nella edizione 2012 del convegno sono emerse tematiche di ricerca nuove come le applicazioni informatiche e matematiche nelle progettazioni architettoniche innovative, aspetti nuovi della Teoria del restauro, il problema della sicurezza sui cantieri e nei laboratori di restauro.  Si conferma il ruolo delle tecnologie innovative proprie della Chimica Analitica vista non come strumento di conoscenza fine a se stesso ma piuttosto come ampliamento delle problematiche della conoscenza del Patrimonio Culturale con un linguaggio meno autoreferenziale e più aperto alla interdisciplinarietà accentuando la capacità di attirare nuovi fruitori che portino linfa economica al processo di salvaguardia e conservazione del Patrimonio Culturale.

Molti i lavori presentati alla discussione che ci hanno consentito di comporre sessioni tematiche molto interessanti.

La sessione introduttiva come è tradizione del convegno, ha toccato aspetti filosofici ed interdisciplinari nel tentativo di ricomporre funzionalmente la separazione tra le culture umanistiche e scientifiche. 

La sessione sicurezza comincia a prendere corpo per diffondere quei comportamenti organizzativi e di cantiere necessari per annullare il prezzo degli incidenti sul lavoro e i rischi che corrono i beni culturali in assenza di una strutturale attenzione alla sicurezza.

Le altre sessioni tematiche ricche in se e nelle aperture interdisciplinari sono state: valorizzazione,  materiali,  ricerca e sviluppo, modelli matematici,  informatica applicata,  materiali lignei,  Strumenti musicali  Diagnostica,   Tecniche di restauro e  Casi di studio. Molto interessante la sessione Poster, ovvero lavori che per ragioni di tempo a disposizione non hanno trovato tempo nella sessione orale ma che comunicano in maniera sintetica i suoi contenuti.

Non mi dilungo nello specifico  valore dei contenuti che potete trovare negli Atti del Convegno in consultazione sul sito di Archeomatica in omaggio al valore no profit della nostra attività . Anche le assenze danno conto del percorso che dovrà  fare il nostro evento ed osserviamo come siano poco presenti lavori sulla scienza della comunicazione del nostro Patrimonio Culturale, sulla qualità dell’offerta sul mercato del turismo del nostro patrimonio culturale, applicazione di tecniche nuove come la robotica o l'esigenza di rendere smart i nostri siti e luoghi culturali, sulla costruzione di reti territoriali che propongano la qualità del territorio.

 

La formazione di figure professionali adeguate allo sviluppo ed all'innovazione nel settore è il punto di partenza per un dialogo che contribuisca a trasformare il progetto di protezione del Patrimonio Culturale nel progetto di valorizzazione che impieghi e promuova l’ innovazione di prodotto e di processo.

Si deve assecondare la maturazione della coscienza di una diversa organizzazione del lavoro scientifico nel comparto del Patrimonio Culturale che si ponga come obiettivo e scopo l’abbassamento dell’autoreferenzialità a favore di un intenso dialogo interdisciplinare tra i soggetti che la legge chiama a collaborare per la valorizzazione del Patrimonio Culturale.

È necessario capire che il prodotto della ricerca non si può fermare all’acquisizione del dato ma è necessaria la comunicazione in relazione complessa con la natura dell’oggetto e con altri dati, per ricercare l’innovazione utile che possa interessare il mercato internazionale dell'esperienza culturale. 

La crisi economica, che purtroppo si avvia a divenire un tratto di lungo periodo della nostra Società, dimostra come sia difficile la comprensione della contemporaneità culturale e dei bisogni che le società esprimono, e questa difficoltà si traduce nella  perdita del focus delle esigenze culturali dell’utenza globale . Guardare al patrimonio culturale nell’orizzonte della diagnosi, significa mobilitare una costante lettura della complessità del reale con conoscenze ed esperienze al momento non prevedibili che consentano di rinnovare la descrizione l’opera d’arte arricchendone i valori e attualizzandone la funzione di monumento nell’era globale.

Il convegno vuole favorire la messa a punto di un meta linguaggio, commistione – meglio integrazione - dei linguaggi scientifici, artistici, psicologici propri della cultura globale contemporanea che saranno al tempo stesso causa ed effetto della trasformazione sociale ed antropologica i cui esiti e forme al momento sono del tutto imprevedibili.

La contemporaneità diverrà allora il contesto culturale, impercettibile al momento anche a menti fini e sofisticate, con cui dovrà fare i conti la memoria storica e la sua tutela. Uno scenario sociale che avrà implicazioni economiche di grande rilievo anche per gli aspetti di produzione della cultura materiale se lo si saprà cogliere.

 

Ciro Piccioli, comitato organizzatore, Accademia di Belle Arti di Napoli

 

A breve verranno pubblicati gli atti del convegno sul sito di Archeomatica.

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo