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Martedì, 10 Luglio 2012 11:25

Le microscopie e i beni culturali

Simona Podda

La conservazione e il restauro del patrimonio artistico è da sempre materia di studio e ricerca ed ancor più nell’ultimo decennio, grazie alla nascita e allo sviluppo di nuove tecniche di indagine e di diagnostica avanzata. In questo nuovo scenario si inserisce la giornata di studio  organizzata dalla SISM in collaborazione con il Laboratorio di Telemicroscopia di Sardegna Ricerche e l’Università degli Studi di Cagliari, che ha voluto focalizzare l’attenzione su come le tecniche microscopiche e analitiche possano aiutare chi, in forme diverse, si interessa alla tutela del patrimonio culturale.  

L’incontro ha visto la partecipazione di oltre 40 persone tra tecnici, ricercatori, rappresentanti delle sovraintendenze e studenti. 

Sardegna Ricerche, ente ospitante e sponsor principale, ha voluto presentare in apertura dei lavori le linee programmatiche del P.O.R. 2007-2013 e i finanziamenti che la Regione Sardegna mette a disposizione per chi intende aprire una attività come spin-off e start up soprattutto nel settore dei beni culturali, punto cardine degli obbiettivi di sviluppo della Regione.

La prima parte della giornata è stata dedicata alla presentazione dei principi base della microscopia elettronica e delle tecniche utilizzate nell’ambito della conservazione del patrimonio artistico come la microanalisi a raggi x. Gli studenti hanno potuto così conoscere il funzionamento di uno strumento complesso e le sue potenzialità analitiche.

Nella seconda parte si è voluto dare spazio alla presentazione di casi di studio in diversi settori come la caratterizzazione di pigmenti, smalti e i loro leganti, il lapideo, la caratterizzazione di manufatti metallici e l’archeo-botanica. In conclusione è stata presentata una carrellata di tecniche per l’acquisizione e la visualizzazione 3D di siti e reperti archeologici. 

Il filo conduttore di tutte le presentazioni è stata la consapevolezza della necessità di un approccio interdisciplinare nell’affrontare lo studio di materiali e reperti. Tutti i relatori hanno sottolineato l’importanza di lavorare in team eterogenei in cui l’archeologo e il restauratore sono affiancati da chimici, geologi e ingegneri non dimenticando il ruolo fondamentale dell’informatica nella elaborazione dei dati raccolti con le diverse tecniche analitiche.

Nello specifico gli argomenti trattati e i relativi relatori sono stati i seguenti:

Microscopia elettronica a scansione (SEM) e microanalisi a raggi X (EDS)"  (A. Montone, ENEA CR Casaccia)

La microscopia elettronica per lo studio e la conservazione delle opere d’arte: alcuni casi di studio (M.P. Riccardi, UniPv)

Archeologia e beni culturali in epoca nuragica in Sardegna (G. Tanda, UniCa)

Utilizzo della microscopia in archeobotanica: identificazione e studio dei resti vegetali del passato  (M. Ucchesu, UniCa)

Diagnostica e restauro dei materiali lapidei: un caso di studio (il Cimitero monumentale di Bonaria) (G.Carcangiu. P. Meloni, UniCa)

Tecniche di acquisizione 3D di siti e reperti archeologici, visualizzazione e stampa 3D (R. Pintus, CRS4)

L’evento è stato sponsorizzato da Assing Spa, Bruker Italia Srl, FEI Company Italia, Gambetti, Jeol Italia, che hanno messo a disposizione materiale illustrativo, presentando le ultime novità sulle tecniche analitiche al microscopio elettronico. 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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