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Lunedì, 07 Novembre 2011 16:14

Il Salvator Mundi alla National Gallery

salvator mundi

 

Aprirà il 9 novembre presso la National Gallery di Londra la mostra "Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan".

Tra le diverse opere realizzate da Leonardo a Milano dal 1442 al 1499 c'è molta attesa per l'esposizione del Salvator Mundi, opera da sempre ritenuta perduta ed invece recentemente autenticata grazie alla collaborazione di diversi esperti di Leonardo e all'utilizzo di alcune tecniche scientifiche.

Recentemente era stata annunciata l'attribuzione di un'altra opera di Leonardo, il ritratto della "Bella principessa", la cui autentificazione era stata possibile sempre grazie all'utilizzo di tecnologie.

L'olio su tavola rappresenta il Salvator Mundi cioè Cristo con la mano destra benedicente e quella sinistra che tiene un globo. Anche quest'opera fu dipinta a Milano nel 1499 poco prima di abbandonare la città per dirigersi verso Firenze, e rappresenta uno dei migliori esempi di sfumato leonardesco. Come capita spesso a molte opere d'arte anche il Salvator Mundi di Leonardo ha girato il mondo, arrivando ad essere acquistata da un consorzio di commercianti americani in una vendita immobiliare circa sei anni fa. 

Dopo essere stata portata al Metropolitan Museum di New York e al Museum of Fine Arts di Boston, dove gli studiosi hanno scelto di non esprimersi, fu consegnata quasi due anni fa alla National Gallery dove fu cominciato un restauro. 

Durante questo intervento conservativo la riduzione della patina di vernice degradata ha permesso di riscoprire un'opera importante considerata perduta.

Per questo motivo sono stati chiamati  quattro importanti esperti della pittura di Leonardo ma decisivo é stato anche l'impiego di tecnologie scientifiche.

La riflettografia all'infrarosso, ad esempio, ha permesso di rivelare il disegno nascosto sotto gli strati pittorici che risulta molto simile ad altri studi e disegni preparatori conservati presso la Royal Library di Windsor. Ulteriori tecnologie utilizzate sono la fotografia all'ultravioletto e la radiografia a raggi x che hanno permesso di indagare l'una la pittura sottostante agli strati di vernice, l'altra l'intera struttura del dipinto.

E' chiaro che almeno fin ora la scienza non può permettersi di offrire un'attribuzione specifica ma può aiutare a scartare la possibilità che l'opera sia un falso. L'analisi dei pigmenti utilizzati da Leonardo, ad esempio, hanno mostrato una corrispondenza con la tavolozza caratteristica della tecnica di Leonardo e l'analisi del legno ha datato l'epoca corretta.

Sarà possibile vedere il Salvator Mundi durante l'esposizione dedicata a Leonardo fino al 5 febbraio 2012.

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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