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Giovedì, 03 Marzo 2011 14:48

Il museo del futuro

Come potranno le nuove tecnologie essere applicate ai musei del futuro, rendendo monumenti e percorsi espositivi più accattivanti e interattivi? Ne hanno discusso, in una due giorni di dibattito e confronto presso il CNR di Roma, studiosi ed esperti provenienti da tutta Europa. L'evento si è svolto nell'ambito del progetto V-must, che ha portato alla nascita, come ha spiegato il coordinatore del progetto, Sofia Pescarin, ''di una rete transnazionale per la creazione di Musei Virtuali, finanziata dalla comunità europea, di cui fanno parte 18 partner provenienti da 13 Paesi diversi, ai quali si sono aggiunti più di 30 membri associati''.

Per musei virtuali si intende molteplici forme di applicazioni digitali per la comunicazione di contenuti. Le quali possono andare dalle video-installazioni nei musei, alle visite via web di percorsi espositivi, magari effettuate a migliaia di chilometri di distanza dal sito attrattivo. ''Queste ultime ovviamente -ha spiegato l'officer della Commissione europea, Albert Gauthier - non potranno mai sostituire l'esperienza della presenza fisica sul posto. Però possono offrire dettagli e informazioni che in una visita tradizionale difficilmente potrebbero essere resi disponibili''.

Gli esperti però sono partiti tutt'altro che da zero. Anche se giovane, la materia ha già trovato diverse applicazioni. A partire dalle ricostruzioni della vita che le persone conducevano durante l'assedio di Sarajevo, effettuate dalla stessa università della capitale bosniaca sulla base di una mostra del Museo Nazionale della Bosnia e dell'Herzegovina, che ha raggiunto 100mila contatti in due mesi.

Altro esempio esaminato è stato poi il progetto di visita online del museo di Baghdad. Il quale, ha spiegato il direttore di Ricerca all'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR, Francesco Antinucci, ''invece di ricostruire il museo propone un percorso apposito in 3D, per rendere più agevole e fruibile l'offerta culturale della struttura e permettere di far entrare i visitatori in diretto contatto con le antiche culture della Mesopotamia''.

''Quello che dobbiamo capire -ha aggiunto Antinucci- è che 'tanto' non è sinonimo di 'migliore'. Le persone comuni, a differenza di studiosi e ricercatori, voglio un percorso snello e semplice nella sua fruibilità''. Quest'ultimo concetto, inoltre, secondo l'esperto dovrebbe guidare non soltanto le proposte espositive digitali, ma anche quelle materiali. Per quanto riguarda queste ultime, ha spiegato Antinucci, ''di particolare importanza è anche la selezione e la ricostruzione dei resti, per restituire alle persone la possibilità di percepire il complesso monumentale attraverso il senso di sé nello spazio''. Una cosa del genere, ha affermato, ''è accaduta presso il Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano''.

Tra le altre esperienze italiane messe in evidenziata nel corso dell'evento ci sono poi gli avatar della romana Villa di Livia. I quali, attraverso apposite postazioni, potranno essere guidati dai visitatori attraverso una riproduzione in pixel del sito archeologico. I fruitori condivideranno lo stesso spazio virtuale, nel quale potranno incontrarsi e interagire. ''La componente del gioco -ha spiegato Antinucci- riacquista qui quella componente pedagogica che ha sempre avuto nella storia''. Le ricostruzioni, ha affermato il sovrintendente ai beni Culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli, ''anche se, bisogna ricordare, rimangono sempre soggettive, rivestono una particolare importanza. Le nuove tecnologie potranno evitare ai musei di rimanere una sorta di 'libri che si leggono in piedi'. Seguendo questa linea, ha annunciato il sovrintendente, è in progetto la realizzazione di un museo di 27mila metri quadri, dove si potra' vedere Roma come era in passato''.

 

(Fonte: Adnkross)

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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