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Mercoledì, 27 Aprile 2011 17:05

Georadar per cercare Monna Lisa

Sei antenne radar hanno iniziato a cercare la tomba di Lisa Gherardini, la possibile 'Monna Lisa' raffigurata da Leonardo Da Vinci nella Gioconda. Nella chiesa dell'ex Convento di Sant'Orsola a Firenze, hanno preso il via il 27 aprile le ricerche della sepoltura, promosse dal Comitato per la valorizzazione dei beni culturali, artistici e ambientali e dalla Provincia di Firenze. Per tre giorni, tutta l'area della chiesa e dei due chiostri dell'ex convento (trasformato negli anni Ottanta in caserma), per un totale di circa 900 metri quadri, è passata al vaglio del georadar.

I dati (raccolti a una profondità media di 3 metri, ma il georadar ha una potenza massima fino a 6 metri) saranno poi analizzati e il prossimo 9 maggio cominceranno gli scavi.

Gli eventuali resti di Lisa Gherardini (morta a 63 anni nel 1542 dopo aver vissuto gli ultimi anni nel convento, dove era monaca la figlia) saranno prima identificati grazie al Dna. L'eventuale cranio, poi, sarà studiato dal paleoantropologo dell'Università di Pisa Francesco Mallegni, per arrivare a una ricostruzione del volto. «Se riusciremo - spiega Silvano Vinceti, presidente del Comitato - la scienza darà una risposta definitiva a un problema che la storiografia non può risolvere, cioè se Lisa Gherardini sia stata o meno la modella di Leonardo. Se non riusciremo il mistero della Gioconda restera' un mistero».

Una pre-analisi condotta con il georadar, ha spiegato Vinceti, ha rivelato la presenza nel sottosuolo della chiesa di una cavità ''sotto l'altare e una zona dura che fa ipotizzare una cripta. Molto probabilmente lì ci sono le sepolture delle esterne''. Le ricerche del Comitato sono partite dall'analisi di documenti che parlano di sepolture di esterne nella Chiesa di Sant'Orsola. Sono però andati perduti i libri mastri del convento relativi al Cinquecento, nel periodo in cui sarebbe stata sepolta la Gherardini.

Nell'ex chiesa è stato effettuato anche un carotaggio che ha mostrato, 40 centimetri sotto il pavimento in cemento armato fatto negli anni Ottanta del secolo scorso, un pavimento in cotto che ''secondo un rappresentante della Sovrintendenza ai beni architettonici può risalire al '500 o '600. A 2 metri e 20 di profondità, invece - rivela Vinceti - ci sono resti ossei che potrebbero far pensare a una necropoli romana''. Il Comitato respinge anche le accuse di spettacolarizzazione: ''Siamo aperti alle critiche purche' costruttive - dice Vinceti - e a chi ci attacca proponiamo un confronto per mostrare come lavoriamo''.

(Fonte: ASCA)

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Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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