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Mercoledì, 27 Ottobre 2010 16:56

Da LuBeC indicazioni utili per uscire dalla crisi

Elena Latini e Lubec 2010

 

Si è chiusa al Real Collegio di Lucca, la sesta edizione di LuBeC 2010, l’evento-rassegna dedicato alle tecnologie per i beni culturali. La manifestazione ha riscosso grande successo, registrando la partecipazione di numerosi addetti ai lavori (oltre 50 espositori, 120 relatori e più di 1000 iscritti ai vari workshop) e attirando la curiosità dei media e dei cittadini lucchesi. Il presidente di Promo PA Fondazione Gaetano Scognamiglio: “Dal confronto con i soggetti pubblici e privati che hanno partecipato a LuBeC sono emerse indicazioni utili per affrontare la crisi economica –afferma il presidente – Internazionalizzare, spendere in cultura con la logica dell’investimento e realizzare economie di scala: queste le parole d’ordine per affrontare il 2011 con ottimismo. Come suggerito dall’assessore regionale alla Cultura e al Turismo Cristina Scaletti, occorre rivoluzionare il rapporto tra istituzioni e cittadini, per una collaborazione che non sia solo formale ma sostanziale. Il Web 2.0 rappresenta la declinazione pratica di questo principio”.

Le Muse oggi vestono hi-tech. Nel corso dei lavori grande attenzione è stata posta alle trasformazioni in atto nel settore dei beni culturali, che grazie all’impiego delle nuove tecnologie sta scoprendo modi inediti e più efficaci per conservare, valorizzare e fruire le meraviglie della cultura.

Lo studio TeBe, portato avanti dalla Promo PA Fondazione su un bando della Regione Toscana, ha rilevato che l’unione tra le Muse e i computer è sempre più salda. La ricerca è stata condotta su un campione di circa 500 soggetti, composto da aziende produttrici di ICT e da enti (pubblici e privati) legati al settore dei beni culturali e sparsi su tutto il territorio nazionale. “Dalla nostra indagine emerge che il 66,5% degli enti si avvale già delle tecnologie – spiega il presidente di Promo PA Fondazione, l’ente che organizza LuBeC – I benefici ottenuti da questo utilizzo investono soprattutto gli aspetti gestionali, mentre vi sonno margini di crescita per quel che riguarda i benefici economici e l’indotto. Per quanto riguarda l’impatto delle soluzioni hi-tech sugli utenti, in oltre la metà dei casi presi in questione il risultato è stato più che favorevole”. Secondo lo studio, chi ancora non utilizza alcun tipo di tecnologie, lo fa principalmente per inadeguatezza delle risorse finanziarie e per mancanza di conoscenze. Per questo motivo i percorsi formativi per gli operatori del settore e i canali di reperimento delle risorse sono stati tra i temi maggiormente affrontati nella due giorni di lavori. (In allegato una presentazione di TeBe).

Un mercato in crescita. La sinergia tra antico e moderno, tra virtuale e reale produce risultati importanti anche sul piano economico: secondo i dati del MiBac, attualmente sono oltre 900 mila le imprese italiane che si occupano di beni culturali, creando un valore aggiunto di 167 miliardi di euro e dando lavoro a 3,8 milioni di persone. Ovvio che l’utilizzo delle tecnologie in questo settore ne migliorerà le performance e incrementerà gli incassi. “Per governare questa rivoluzione tecnologica e sfruttarla al meglio serviranno nuove figure professionali - spiega Francesca Velani, direttore LuBeC – La nostra ricerca sul tema ha messo in evidenza la necessità di avere profili professionali misti, che uniscano tre distinte competenze: tecnico-scientifica, amministrativa e relazionale. Insomma, in futuro il funzionario dei beni culturali dovrà essere una figura a 360 gradi, un manager competente sulla sua materia, ma anche capace di gestire budget, trovare risorse e allacciare relazioni con soggetti esterni”. Da lunedì 25 ottobre lo studio sui “Fabbisogni professionali nei beni culturali negli enti locali” sarà consultabile sul sito www.promopa.it.

Un ponte tra Stato e privati. Un ruolo determinante nella crescita del settore spetta alle istituzioni pubbliche. Secondo lo studio TeBe Il 69% degli enti che oggi usa soluzioni ICT, per introdurle ha utilizzato finanziamenti che nella quasi totalità dei casi provenivano da risorse pubbliche, elargite da Regioni (70,4%), Stato (44,4%) o Comunità europea (32,4%). “È per questo motivo che abbiamo voluto aprire una discussione fra imprese ed enti pubblici, al fine di gettare le basi per la realizzazione di un ‘bando ideale’ – spiega ancora Velani – Un ponte tra pubblico e privato, aperto alla versatilità e alla complessità sia dei fabbisogni più avanzati della PA sia delle potenzialità più innovative delle imprese”. Il Tavolo di lavoro per la qualità dei bandi è stato presentato al pubblico a LuBeC e ora proseguirà la sua attività presso il Ministero dello Sviluppo Economico (UVAL) dove ha sede.

Arrivederci al 2011. LuBeC ha chiuso i battenti e dà appuntamento ad appassionati ed addetti ai lavori per il 2011. “Siamo già al lavoro per la prossima edizione – ha affermato Scognamiglio - L’anno prossimo LuBeC amplierà il proprio raggio d’azione sul territorio, allargando il perimetro degli enti coinvolti”.

 

Per info:
Comunicazione LuBeC
PROMO PA FONDAZIONE
Viale Luporini 57, 55100 Lucca
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. + 39 0583 582783 – 339 8702754
Fax. + 39 0583317352
www.lubec.it

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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