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Sabato, 17 Novembre 2012 13:17

Campagna di indagini diagnostiche sui Calzari pontificali del Museo della Spiritualità di Castel Sant'Elia

miniatura calzariarabesco I restauratori dell’ISCR hanno di recente terminato il restauro dei Calzari Pontificali con arabesco del Museo della Spiritualità di Castel Sant’Elia. Dopo studi e ricerche storico-artistiche, l’Istituto ha intrapreso una campagna di indagini diagnostiche allo scopo di caratterizzare i materiali costitutivi, valutare lo stato conservativo e delineare la tecnica di produzione del manufatto.

Alle misure non distruttive e non invasive (Fluorescenza a Raggi X) hanno fatto seguito delle analisi micro-distruttive su campioni prelevati dai calzari (FT-IR, misura della temperatura di contrazione), al fine di meglio caratterizzare il reperto.


Le indagini di Fluorescenza a Raggi X (XRF) hanno rilevato la presenza di elementi chimici ascrivibili al processo di concia della pelle, di doratura e alla colorazione dei calzari con pigmenti e ad elementi attribuibili a trattamenti di disinfestazione eseguiti in precedenti operazioni conservative.

Attraverso la microspettroscopia infrarossa (FT-IR) è stato possibile risalire sia ai pigmenti coloranti che ai leganti. In particolare il pigmento verde delle calzature è risultato essere l’atacamite, minerale composto da cloruro di rame.

Per l’identificazione del colore rosso presente nella fodera è stata determinante l’osservazione dei campioni al microscopio in fluorescenza ultravioletta. 

I calzari sono  composti da diversi tipi di pelle che venivano scelte e lavorate diversamente in base alla funzione  che andavano a ricoprire (suola, tacco, rivestimento interno, esterno etc).  Lo studio dei materiali ha permesso di identificare come pelle di vitello la tomaia, mentre nelle zone color verde la pelle risulta essere di capra.

Attraverso  “spot test”  gli scienziati hanno individuato le diverse sostanze usate per la concia delle differenti tipologie di pelle.  Nello specifico, la tomaia è stata conciata al vegetale mentre la fodera e la suola interna  sono state “allumate”.

Anche i filati usati per unire gli elementi di cui sono composte le calzature sono state oggetto di studi, per identificare la natura delle fibre e il loro stato conservativo. Per esempio i  filati impiegati per l’applicazione delle decorazioni sono risultati essere di seta sagomata, mentre le fibre di riempimento delle decorazioni di cotone.

documentazione stato conservativo calzariPer valutare lo stato conservativo dei differenti  tipi di cuoio, sono state effettuate misure della temperatura di contrazione su micro-campioni osservati contemporaneamente al microscopio dotato di dispositivo FP90 Mettler Toledo ed equipaggiato con tavolo caldo FP82.

I risultati della campagna diagnostica sono disponibili e facilmente leggibili dalle immagini esemplificative  prodotte dai ricercatori al termine degli studi. 

 

Fonte: ISCR

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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