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Lunedì, 31 Gennaio 2011 14:14

ArcheoFOSS 2011

La circolazione dei dati culturali, la trasparenza dei processi di analisi dei dati sui beni culturali, la condivisione della produzione della conoscenza archeologica sono oggetto di un dibattito molto acceso nella comunità scientifica internazionale. Nuovi scenari, inoltre, si aprono oggi grazie all'affermazione degli approcci del web 2.0 e 3.0: la conoscenza appare sempre meno prodotta ed erogata secondo modelli gerarchici, e sempre più condivisa e costruita sulla base di schemi partecipativi nella creazione, uso, riuso e rimodulazione di particelle di contenuti che sempre piu' spesso assumono la forma atomizzata delle pillole di sapere.

Tali approcci appaiono fondamentali nelle discipline dei beni culturali e in particolare nell'archeologia, in cui è sempre più avvertita la necessità di mettere in circolazione informazioni e di costruire un sistema condiviso della conoscenza. In questo contesto l'Open Source appare non più e non solo la mera adozione di un tipo di software, ma la possibilità di avvalersi di caratteristiche di apertura, flessibilità, trasparenza che possono aprire approcci metodologici innovativi.

L'Archeologia ha proposto, infatti, negli anni, quesiti peculiari al mondo informatico, con la nascita di una serie di soluzioni 'dedicate'; i casi di interazione virtuosa si sono dimostrati generatori e attivatori di innovazioni capaci di investire di pari passo il settore informatico e quello archeologico. La sfida dell'approccio Open riguarda in particolar modo il settore culturale, nel quale l'accesso alla conoscenza diventa strategico e si prospetta una nuova visione in cui tutto il sapere può essere considerato come un sorgente aperto.

Va ricordato, inoltre, come le normative nazionali ed internazionali ormai orientino tutta l'informazione pubblica verso l'utilizzazione di approcci aperti. E' necessario dunque che anche le istituzioni didattiche e di ricerca affrontino la sfida della migrazione dei propri sistemi e dei propri dati verso scenari comuni di condivisione ed accessibilità pubblica ai dati. Allo stesso modo è opportuno riconsiderare secondo nuovi inquadramenti temi quali la tutela dei diritti d'autore, della garanzia della qualità dei dati, le funzioni delle interazioni tra pubblico e privato nella gestione dei beni culturali e delle informazioni correlate.

Giunti alla sesta edizione, i workshop "Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica" hanno costituito negli anni un solido punto di riferimento per l'aggregarsi di un attivo movimento culturale nell'ambito dei metodi informatici in archeologia, coprendo un vasto panorama che va dall'archeologia quantitativa ai database, dai GIS alla comunicazione web delle informazioni, dai formati alla legislazione sul dato archeologico.
L'edizione del 2011, che si terrà a Napoli, il 9 e il 10 giugno, intende valorizzare questo patrimonio e proporsi come un momento di confronto e discussione fra i diversi attori del sempre più complesso mondo dei rapporti fra ICT e archeologia.

Il programma consisterà di relazioni invitate, presentazioni di lavori soggetti a recensione (papers e posters) e sessioni di laboratorio (OpenLAB).
Sono graditi contributi su ogni aspetto inerente il progetto, lo sviluppo e l'uso di formati liberi e/o di software libero o open source in archeologia, e le relative implicazioni metodologiche.
Archeofoss 2011 costituira' un Blended Workshop sull'uso del software Open Source in Archeologia che si svolgerà in un ambiente misto tra reale e virtuale, supportato dalle piattaforme di servizi didattici dell'Ateneo Federico II.

La piattaforma di servizi di ateneo Campus, nata in ambito sperimentale con l'intento di diffondere nuovi modelli di condivisione della conoscenza, supportera' la creazione di comunita' di interesse sui temi dell'Archeologia Virtuale secondo gli approcci dell'open knowledge, costituite da docenti, discenti, studiosi di varie universita' e istituzioni culturali già nelle fasi preparatorie dell'incontro, basate sulla condivisione di idee, materiali, links etc.
La piattaforma Campus consente, infatti, la gestione di servizi di forum/messaggistica, la creazione e gestione di groupware con specifici target (gli argomenti delle sessioni, oppure temi specifici che emergeranno dal confronto e dalla discussione), la continuazione delle comunita' di interesse successivamente alla chiusura dello svolgimento in presenza delle giornate di convegno.
Sarà così possibile, inoltre, inserire nel programma del convegno dei contributi erogati in videoconferenza, che si intersecano con i contributi in presenza e ne costituiscono un arricchimento, oltre che un incentivo alla internazionalizzazione, grazie alla possibilita' di coinvolgere studiosi anche operanti in sedi remote.
Successivamente il servizio di video streaming e mediateca di Ateneo ospitera' l'intero convegno, allargandone cosi' l'utenza e incrementando il dibattito nella ricerca e la ricaduta nella didattica.
L'Open Blended Meeting vede una formula in cui gli interventi in presenza sono corredati, arricchiti, modificati, implementati sulla base dei contributi dei singoli partecipanti in presenza e in remoto.

(Fonte: www.archeo.unina.it/archeofoss/index.html)

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Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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