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Martedì, 19 Febbraio 2013 18:24

Applicazione di sistemi UAV nei siti archeologici sardi

Redazione Archeomatica

obenL’uso della documentazione ortofotografica in archeologia trova da anni applicazione nelle ricerche su vasta, media e piccola scala. Nelle indagini territoriali finalizzate alla ricerca, all’archeologia preventiva, alla pianificazione e alla tutela del Patrimonio, il telerilevamento e la lettura di foto aeree e satellitari sono strumenti indispensabili, benché costosi. Su scala ridotta, nello scavo archeologico, la documentazione tradizionale di tipo manuale, in tempi recenti è integrata da sistemi di orto-fotografia realizzati da terra con l’uso di fotocamere applicate a bracci estensibili, che consentono la realizzazione di foto a qualche metro da terra. Le fasi successive sono la composizione del foto-mosaico e il trattamento dell’immagine, che evidenzia strutture e unità stratigrafiche. Questo sistema indubbiamente costituisce un passo avanti rispetto alla documentazione manuale, poiché rende più veloci le operazioni di rilievo e più precisi i risultati. Tuttavia implica una distanza ridotta della fotocamera dalla superficie, non fornisce dati tridimensionali e necessita di un software di fotomosaico e correzione delle distorsioni.

Negli ultimi anni si sta lentamente diffondendo l’uso di UAS (Unmanned Aerial Systems), benché in Italia ancora in modo sporadico. La prima applicazione scientifica in campo archeologico in Sardegna è stata realizzata nel territorio di Usini (Sassari) presso la necropoli tardo-neolitica di S'Elighe Entosu. L’uso di UAV (Unmanned Aerial Vehicles) è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione interateneo da un team costituito da ricercatori ed esperti del DISSUF dell’università di Sassari (Maria Grazia Melis), del DIET della Sapienza Università di Roma (Marco Balsi e Salvatore Esposito) e della società OBEN S.r.l. (www.oben.it), spin-off dell’Università di Sassari (Paolo Fallavollita e Luca Zappino).

In questo caso è stato utilizzato un octocopter in carbonio di un metro di diametro, che consente decollo e atterraggio automatico, navigazione automatica con waypoint GPS, un carico utile di 4 kg e 20 minuti di autonomia ed un sistema di visione a terra in tempo reale. Tale sistema ha fornito risultati soddisfacenti in termini di costi, qualità dei dati acquisiti, riduzione dei tempi di acquisizione ed elaborazione dei dati, facilità d’uso. E' stato elaborato il modello 3D con risoluzione centimetrica; il risultato è paragonabile a quello ottenuto con l’uso del più costoso laser scanner.

 

Fonte: OBEN S.r.l.

Immagine: S’Elighe Entosu (Usini, Sassari). Necropoli tardo-neolitica. Orto-foto e modello 3D, ottenuto da immagini aeree (bassa risoluzione).

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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