NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 


 

itzh-CNenfrdejaptrues

dipinti

  • Arte contemporanea del Myanmar a Palazzo Torlonia proposta dalla Culture2All di Mauro Salvemini

  • Egeo minoico e India in contatto nell'età del bronzo. Le affascinanti scoperte dell'archeoprimatologia sulle scimmie negli affreschi di Thera

    Scambi e contatti commerciali e culturali univano l’Egeo e la valle dell’Indo già nell’età del bronzo.  Civiltà minoica e civiltà indiana, due mondi che vengono studiati nelle nostre scuole come separati e distanti e che invece grazie a nuove ricerche interdisciplinari appaiono interconnessi. Oggetto della ricerca pubblicata sul numero 61 (2020) di Primates, le scimmie raffigurate in un affresco di quella che è la Pompei dell’Egeo Akrotiri sull’isola di Thera scoperto alla fine degli anni ’60, suscitò sin dall’ inizio molte domande sugli animali rappresentati mentre sembrano salire i ripidi pendii dell’isola.

  • Essential Eataly, Little Italy & Rome by night

    Non è che una fiaba che il duca di York, al pari di altri sovrani, farà progettare a Pietro da Cortona il Casino maggiore del Pigneto ai margini della tenuta della Casina di Pio V (fg1d, fg 1e: Uffizi), o Casaletto di Pio V nella Cartografia di Francesco Contini (Catasto Alessandrino, ASR), edificata da Giorgio Vasari non lontano dal Casaletto Chigi (fg1a, b, c) “di Massinaghi” (Lanciani 1902) alla Pineta Sacchetti, che mostrerà almeno un fornice del suo loggiato anche nelle approssimazioni cartografiche alessandrine. Una riserva che sarà appartenuta al cardinale Giulio Cesare Sacchetti, quando Gian Lorenzo Bernini avrebbe pronosticato: 

  • Gli scavi di Glastonbury Abbey rivelano l'origine del vetro in Gran Bretagna

  • Il Salvator Mundi è davvero di Leonardo?

    Pubblicati dopo un decennio i dettagli delle analisi condotte durante il restauro sul dipinto per chiarire materiali e tecniche pittoriche ma la controversia sull'attribuzione e i tanti misteri intorno all'opera continuano.

    Per molti studiosi il Salvator Mundi, un dipinto a olio su tavola di noce, formato 66 x 46 cm, riportato a splendore dalla restauratrice Dianne Dwyer Modestini  tra il 2007 e il 2011, è certamente un capolavoro di Leonardo da Vinci. Uno dei venti dipinti di Leonardo sopravvissuti ai secoli e pervenuto sino a noi. La datazione proposta lo colloca tra il 1490 e il 1519, anno della morte di Leonardo. Un dipinto cui ricondurrebbe un'incisione senza titolo, dove si legge: 'Leonardus da Vinci pinxit', riferita a un secondo stato di Wenceslaus Hollar e datata 1650.
    La raffigurazione di Gesù Cristo in abiti rinascimentali, è quella di "Gesù salvatore del mondo e signore del cosmo". Raffigurato frontalmente, a mezza figura, mentre leva la mano destra per benedire. Quel che è sicuro è che dal dipinto si emana una sensazione, questa sì definibile leonardesca, che insieme rimanda al mistero, all'enigma, alla bellezza, a un Dio che si propone all'uomo pur nella potenza con mitezza. Secondo Maurizio Bernardelli Curuz “ non è un re, che tiene in pugno il Creato e l'umanità, ma un padre e un fratello generoso. Ha perso l'atteggiamento maestoso e severo; non ha trono”.
    Per molti altri invece le cose non starebbero proprio così, nel contesto di una riuscita e sofisticata operazione di marketing artistico si tratterebbe piuttosto di una copia o di un dipinto di altro autore, al limite un'opera che può essere stata concepita da Leonardo ma eseguita in bottega da suoi allievi.

  • Marino e l’arte tra Cinque e Seicento a cura di Emilio Russo, Patrizia Tosini e Andrea Zezza

    E’ una novità editoriale il fascicolo del 2019 della rivista ‘L’Ellisse. Studi storici di letteratura italiana’ (Anno XIV, 2019/2), edita dall’«Erma» di Bretschneider: dedicato a “Marino e l’arte tra Cinque e Seicento” e’ a cura di Emilio Russo, Patrizia Morsini e Andrea Zezza. 

  • Materiali e tecniche tra Futurismo e Ritorno al Classico. Ricerche, analisi, prospettive - Call for papers

  • Un Caravaggio per due Ecce homo

    Una delle riscoperte più strabilianti in tempi di pandemia, un baleno che illumina una strada così impervia: l’Ecce Homo,sottratto alla vendita in asta a Madrid (FIG. 2) a seguito del riconoscimento da parte di diversi studiosi come di un possibile autografo di Caravaggio. 

CHNT
CHNT

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo