Archeomatica 3/2018 - Tecnologie per la documentazione, restauro, conservazione, valorizzazione e fruizione dei Beni Culturali Sommersi

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Beni Culturali Sommersi è il titolo dell’ultimo numero di Archeomatica (3-2018) – Tecnologie per i Beni Culturali. Abbiamo voluto dedicare questo numero al Patrimonio Sommerso nel tentativo di diffondere  un messaggio chiaro e preciso: dar voce ai progetti in corso che si occupano di beni culturali sommersi. Un immenso patrimonio da preservare, conservare, valorizzare e diffondere con le più innovative tecnologie a nostra disposizione.

Un'importante risorsa sia dal punto di vista storico-artistico che economico. Una risorsa che ha bisogno di essere tutelata e valorizzata ma per farlo servono fondi e tecnologie di ultima generazione che consentano agli addetti ai lavori di operare nelle migliori condizioni possibili, nel minor tempo possibile e in sicurezza.

Documentare non solo per raccogliere, analizzare dati o preservare monumenti o manufatti ma anche per consentire al grande pubblico di immergersi virtualmente con quanto vi è sotto ai nostri mari; in una parola: fruizione.  Da qualche tempo è in sperimentazione all’Università della Calabria un tablet subacqueo per la documentazione e la fruizione: ce ne parlano Fabio Bruno, Barbara Davidde Petriaggi, Marino Mangeruga e Marco Cozza.

Giovanna Bucci coordinatrice del Progetto ASAI – Archeologia Subacquea delle Acque Interne affronta mediante sperimentazione metodologica scientifica uno studio multidisciplinare per la ricostruzione del paesaggio fluviale antico, con tecniche provenienti da diverse discipline (Archeologia, Geomatica, Archeometria, Geologia, Idrologia).

Documentare e rilevare quanto giace sul fondo del mare spesso è un processo lungo e faticoso che richiede strumentazioni particolari, costi elevati e specifiche competenze . In questa ricerca, sicuramente di grande aiuto possono essere i ROV (Remote Operated Vehicle): Elisa Costa, Francesco Guerra e Paolo Vernier confrontano tecniche low cost di rilievo con quelle tradizionali.

Le ultime tecnologie sviluppate nell’ambito della robotica sottomarina possono fornire tutto il loro supporto e grandi benefici quando si tratta di ricerca, economia, preservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali sommersi. Gli sciami sottomarini realizzati dai laboratori dell’Enea vogliono perfezionare la fruizione online ed espandere il concetto di museo remoto. “La tecnologia robotica potrà salvare i beni culturali sommersi?"

Nella sezione Restauro un articolo di Mauro Francesco La Russa e Michela Ricca dell’Università della Calabria che affronta il tema del degrado dei materiali lapidei in ambiente sommerso: forme di biodeterioramento, bioerosione e i metodi di indagine.

Chiudiamo il numero con una Guest Paper che tratta lo studio, l'analisi e la conservazione di alcuni manufatti musicali provenienti dal Museo di Dhamar (Yemen).

Buona Lettura dalla Redazione!

 

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