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ICT beni culturali

Un interessante esperimento di fruizione multimediale con ricostruzione in realtà virtuale è quello attualmente operativo nelle Terme di Caracalla a Roma. Nonostante le sperimentazioni in corso da molti anni sulle possibilità della realtà aumentata, di quella mista e di quella virtuale, bisogna poi rendersi conto dei costi di realizzazione, della manutenzione e della gestione, da confrontare con l'effettiva realizzabilità, industrializzazione e ingresso in esercizio delle nuove tecnologie per la loro definitiva adozione.

Nelle prassi di progetto della valorizzazione del patrimonio culturale devono coesistere una costante verifica della sostenibilità delle azioni nella specifica sensibilità dei luoghi e un utilizzo sapiente e misurato delle tecnologie, al fine di salvaguardare l’identità originale del patrimonio “reale” dai rischi di una eccessiva “virtualizzazione”.

Il prossimo numero di Archeomatica (1-2018) sarà interamente dedicato ai servizi di monitoraggio per la salvaguardia, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Quando entri in un museo ti serve la guida giusta, ed è per questo che è nata KeyARt!

"Chiese a porte aperte" è un progetto sperimentale per aprire e visitare autonomamente i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta con l’ausilio di una App e dello smartphone.

C'è tempo fino all'11 Marzo per inviare contributi per la "5th International Conference on Augmented Reality, Virtual Reality and Computer Graphics" SALENTO AVR 2018 che si svolgerà dal 24 al 28 giugno 2018.

La ricerca si è occupata della scansione tridimensionale e della ricostruzione di diversi frammenti che facevano parte di manufatti in legno di circa 171 mila anni fa, rinvenuti nel sito archeologico di Poggetti Vecchi, all’interno di un area di acque termali, in provincia di Grosseto.

Lo scorso agosto è iniziato il progetto MUSAS "Tutela, valorizzazione e messa in rete del Patrimonio Archeologico Subacqueo" (Campania, Calabria e Puglia). Ad oggi sono state completate le operazione di acquisizione tridimensionale dei reperti  archeologici di provenienza subacquea conservati al Museo Archeologico Nazionale ‘Giuseppe Andreassi’ di Egnazia (Fasano, BR)  grazie al meticoloso lavoro dei tecnici della 3D Research, spin-off del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università della Calabria.  

Recenti scavi condotti per la costruzione di piscine termali  nell’area di Poggetti Vecchi (Grosseto, Toscana) hanno portato alla luce reperti  in un sito stratificato a cielo aperto,  datati  radiometricamente a circa 171.000 anni fa, che  attestano l’uso del fuoco da parte dell’uomo di Neanderthal.

La tecnologia LiDAR rivela una vasta rete interconnessa di antiche città che ospitava milioni di persone, molte di più rispetto a quanto si pensava potessero esserci.

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