NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 


 

Documentazione

Reviving Palmyra in Multiple Dimensions, images, ruins and cultural memory è un libro pubblicato a Febbraio 2018, da Minna Silver, Gabriele Fangi e Ahmet Denker. E' un classico esempio di archeologia digitale e ricostruzione virtuale, che si inserisce nella letteratura di riferimento come un studio di fondamentale importanza nell'ambito della documentazione digitale dei beni culturali. Il testo si propone come un esauriente ed affascinante studio del sito archeologico di Palmira, al quale conferisce nuova vita attraverso le moderne tecnologie, partendo dalle rovine dell'antica città.

La città di Palmira, situata in un oasi a Nord della badiya siriana, fiorì nel periodo Greco-Romano. Da sempre crocevia per le carovane che si dirigevano verso Est, sulla Via della Seta, fu uno dei centri più fervidi della Grande Siria: tant'è vero che fu descritta con caratteristici soprannomi come "Regina del Deserto" o "Venezia delle Sabbie".  

Tutti conoscono le vicende che si sono succedute nell'antica città in questi ultimi anni, i motivi per cui essa voleva essere distrutta e le distruzioni che sono state messe in atto. Tuttavia, attraverso l'uso delle moderne tecnologie tra cui la fotogrammetria, le immagini digitali e la modellazione 3D è stato possibile ricostruire digitalmente la città , superando così in qualche misura il trauma, la distruzione culturale e la perdita subita.

Il libro svela la riscoperta del sito da parte dell'Occidente e ravviva e ricostruisce l'antica città attraverso le sue immagini e la sua storia. Il lettore viene introdotto alla spettacolare città e al suo passato con tutte le informazioni necessarie per seguire, sin dalle sue radici, lo sviluppo del sito archeologico, dei suoi monumenti e della sua gente attraverso i secoli. Il binomio tra visualizzazione 3D e narrazione collega l'ambiente con la sua gente e i monumenti con i piccoli reperti archeologici attraverso antiche fonti scritte, vecchie fotografie, nuove immagini, modelli 3D e stampa 3D.

Così questo antico sito e il suo passato rivivono in più dimensioni.I monumenti sono visualizzati come rovine digitalmente ricostruite o come modelli virtuali completi. Una guida perfetta per i lettori che desiderano immergersi visivamente nella storia della città, e scoprire di più sull'archeologia e sulla sua conservazione attraverso le tecnologie più innovative.

REVIVING PALMYRA IN MULTIPLE DIMENSIONS Images, Ruins and Cultural Memory

Contents
Introducing the memory of the place; Approaching Palmyra from air, space and by land; Revealing cities beneath cities; Individual, families and tribes in inscriptions and images; Palmyra’s destiny between Rome and Persia; The Temple of Bel at the core of Palmyra; The Triumphal Arch and the Grand Colonnade; Sacred and public spaces along the Grand Colonnade; The tombs for the eternal souls of Palmyreans; The Camp of Diocletian, the Christian Basilicas and the Arab Citadel; Appendix – The documentation of the architectural heritage by spherical photogrammetry.

Readership
ideal for all who have an interest in archaeology or the application of modern geomatics and digital techniques in its preservation. Professionals and students in archaeology, heritage and conservation, museums and related areas will find it interesting and stimulating as will anyone in geomatics involved with the application of such techniques to recording heritage.

Contact
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
www.whittlespublishing.com

Le relazioni presentate alla recente quarta edizione del Technology for All, tenutasi il 18 e il 19 ottobre 2017 sui beni culturali, territorio e smart city, sono disponibili per la consultazione on line. Sono consultabili tutte le relazioni che sono state rese disponibili dai relatori, di seguito elencate.Le relazioni presentate alla recente quarta edizione del Technology for All, tenutasi il 18 e il 19 ottobre 2017 sui beni culturali, territorio e smart city, sono disponibili per la consultazione on line. Sono consultabili tutte le relazioni che sono state rese disponibili dai relatori, di seguito elencate.

Il complesso architettonico delle Piramidi di Giza rappresenta da secoli uno dei più grandi misteri dell'umanità: ogni anno scienziati, ricercatori, studiosi e appassionati di archeologia restano inevitabilmente affascinati da questo simbolo universale del genio e della creatività umana e hanno tentato di rivelarne gli aspetti più reconditi; ma nessuno sino ad ora si era spinto così oltre. Il progetto ScanPyramids vuole porre fine al mistero della Grande Piramide di Giza, e lo sta facendo con le tecnologie più avanzate.

La collezione del Museo Egizio di Torino raccoglie al suo interno un ampio numero di mummie animali. Si tratta di manufatti complessi, costituiti principalmente da materiali di natura organica, quali tessuti (principalmente lino), resti scheletrici e talvolta tessuti molli e residui di sostanze impiegate per la mummificazione, oltre a materiale estraneo utilizzato per l'imbottitura (canne, bastoncini di legno, foglie di palma, sabbia, etc.).

Una missione archeologica sta usando i droni per mappare l'antica arte rupestre venezuelana, lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Antiquity. 

Nell’ambito del progetto “CO.B.RA  – Sviluppo e la diffusione di metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la Conservazione dei Beni culturali, basati sull'applicazione di Radiazioni e di tecnologie Abilitanti” è stato portato avanti il progetto Tecnologie avanzate per la grande pittura etrusca da Veio a Tarquinia.

Il sito archeologico di Bec Berciassa rappresenta il contesto abitativo protostorico più significativo delle Alpi Marittime cuneesi. Localizzato alla confluenza dei torrenti Gesso e Vermenagna, su un’altura a m. 692 s.l.m., in posizione dominante sulle vallate circostanti lungo itinerari transalpini attivi fin dalla Preistoria recente.

Fabio Barile (Barletta, 1980) lavora dal 2014 ad un ambizioso progetto fotografico centrato sull'osservazione del fenomeno geologico in Italia, intitolato An investigation of the laws observable in the composition, dissolution, and restoration of land.

La Soprintendenza del Mare in Kenya per una Missione archeologica in collaborazione con i musei nazionali del paese africano.

Oltre 5000 anni di Storia e innumerevoli studi scientifici non sono bastati per svelare completamente la Piramide di Cheope, conosciuta anche come Grande Piramide di Giza. Una missione di scienziati ha individuato un'enorme cavità nascosta nella piramide, forse il più grande ritrovamento strutturale a partire dal 19° secolo. 

Pagina 1 di 25

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo