La Ravenna di Dante tra mostre e tre tour virtuali

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Fino al 2022 Ravenna renderà omaggio al sommo poeta nell’anno in cui ricorre il 700 esimo anniversario dalla morte. IL MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna con Zeranta Edutainment s.r.l, presenta una piattaforma online con tre tour virtuali del progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente, organizzato dalle Istituzioni comunali MAR, Biblioteca Classense, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna.

Le mostre, Inclusa est flamma. Ravenna 1921: Il Secentenario della morte di Dante, allestita presso il Corridoio Grande della Biblioteca Classense (11 settembre 2020 – 17 luglio 2021); Le Arti al tempo dell’esilio, ( 8 Maggio 2021 – 11 Luglio 2021) presso la chiesa di San Romualdo e Un’Epopea POP, in programma per il 4 settembre 2021 fino al 9 Gennaio 2022 al MAR saranno fruibili online con una selezione di opere d’arte rappresentative per raccontare i progetti espositivi che la città di Ravenna dedica a Dante nel VII centenario della sua morte.

Nel percorso della mostra Un’Epopea POP si possono percorrere le sale del MAR, approfondendo le sezioni tematiche legate agli aspetti più popolari della figura di Dante e quelle dedicate all’arte contemporanea e la sua rilettura di temi danteschi attraverso le opere di celebri artisti come Edoardo Tresoldi, Richard Long, Kiki Smith e Robert Rauschenberg. 

Non manca, inoltre, una testimonianza dei lavori di restauro della Tomba di Dante e l’introduzione ai progetti espositivi attraverso le parole del direttore della Biblioteca Classense e Museo d’Arte della città, Maurizio Tarantino. Il design e la progettazione del virtual tour sono firmati da Zeranta Edutainment s.r.l. con la consulenza di Jader Giraldi e la produzione multimediale realizzata in collaborazione con Flatmind Videoproduction.

È inoltre possibile conoscere la storia delle opere, come il Polittico di Badìa di Giotto – importante prestito delle Gallerie degli Uffizi – che l’artista realizzò per l’altare maggiore della Badìa Fiorentina, chiesa vicina all’abitazione di Dante a Firenze e che, con ogni probabilità il Poeta ebbe modo di vedere durante la sua realizzazione o come la scultura di Manno Bandini da Siena che ritrae un imponente Bonifacio VIII – prestito dei Musei Civici Medievali di Bologna – personaggio chiave della vita di Dante e da lui citato nel XIX canto dell’Inferno, quelle di Cimabue, Arnolfo di Cambio, Pietro e Giuliano da Rimini, Giovanni e Nicola Pisano.

Fonte: MAR mostre

 

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