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Il Museo Dante di Ravenna tra innovazione e tradizione

Il Museo Dante di Ravenna tra innovazione e tradizione

Il Museo Dante di Ravenna situato all’ interno del complesso conventuale francescano a pochi passi dalla Tomba del Sommo Poeta, fu ideato dall’architetto Ambrogio Annoni e da Corrado Ricci, colto studioso di Dante e fondatore della Soprintendenza ravennate, come luogo in cui venivano depositati oggetti e targhe, offerti in occasione delle celebrazioni del 1908 e del 1921.

Nel Novembre del 2018 una Convenzione ha disciplinato e ridefinito il modello di gestione del Nuovo Museo, sancendo la condivisione istituzionale tra il Comune di Ravenna, Il Centro Dantesco e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna proprietaria del complesso conventuale. Lo scorso 16 Maggio 2021 in occasione del settimo centenario della scomparsa di Dante Alghieri (Firenze, 1265 - Ravenna, 1321), il Museo Dante è stato interamente riqualificato con un allestimento contemporaneo.

L’Amministrazione Comunale per il rinnovo in chiave tecnologica ha scelto l’azienda Touchwindow, leader nella creazione di ambienti digitali. L’azienda, attraverso strumenti audiovisivi e software, ha realizzato aree immersive di grande impatto che permettono al visitatore di addentrarsi nell’immaginario dantesco, rispettando nel contempo il valore storico della struttura preesistente. Controllo automatizzato degli ambienti, creazione dei contenuti e installazioni audiovisive, tutte competenze messe in atto per accogliere e coinvolgere il visitatore nel nuovo spazio interattivo, senza mai tralasciare la funzione formativa e divulgativa del Museo. Per monitorare ogni angolo del museo rispettandolo in tutti i suoi aspetti - l’azienda esperta in system integrator - ha sviluppato un capillare sistema di controllo delle sale attraverso un touch panel che permette al personale del museo di gestire in maniera automatizzata l’accensione e lo spegnimento di tutti i dispositivi connessi alla rete, di controllare singolarmente ogni sala e di scegliere la modalità di fruizione dei contenuti a seconda che siano presenti utenti singoli o gruppi guidati. Un viaggio nel tempo attraverso le molteplici sale per addentrarsi con tutti i sensi nei meandri della cultura Dantesca e della somma Divina Commedia. Tra le diverse sale si ricorda la  “Sala Montevideo” restaurata nel 1989, che non ha subito alcuna modifica dal 1921, e dal nome legato alle spese per la decorazione pittorica sostenute dagli emigranti italiani di Montevideo e dalla Società Dante Alighieri della capitale uruguaiana, che vollero partecipare alle celebrazioni per il VI Centenario della morte di Dante.

La sala conserva ancora alle pareti le ghirlande che le associazioni italiane ed estere vollero donare in quella occasione e le  vetrine con le medaglie commemorative, coniate in occasione del VI Centenario della morte del poeta. Nella Sala Touchwindow ha installato 4 QR-code che reindirizzano i visitatori ad approfondimenti e dettagli inerenti agli oggetti presenti nella sala, consultabili su smartphone e tablet. Nella “Sala della fama” viene esposta la fortuna popolare di Dante e il successo della sua opera dal Trecento fino ai giorni nostri, diffusa attraverso riduzioni cinematografiche, edizioni popolari illustrate, fumetti, francobolli. La vera protagonista della sala è la Pop art che, con proiezioni su tre pareti verticali di locandine, francobolli e prodotti commerciali, in cui è raffigurato Dante Alighieri, e attraverso  un software custom sviluppato ad hoc, ingrandite e rimpicciolite, crea un effetto fortemente suggestivo; la “Sala del tempo” è la sala che introduce nell’inimmaginabile viaggio lo spettatore, coinvolgendolo con tutti i cinque sensi, ad una duplice istallazione: c'è da un lato una timeline - posta lungo la parete - che tramite la proiezione di sfere fluttuanti presenta le date più importanti della vita di Dante.

Attraverso i sensori di prossimità, quado il visitatore si avvicina ad un determinato punto della timeline, la stessa reagisce con una vera e propria esplosione di immagini ed informazioni completata dai relativi contenuti audio, fruibili tramite le cuffie single-cup installate a parete.  Dall’altro lato, nella parete opposta l’istallazione di  schermi circolari olografici da retroproiezione sui quali il visitatore può osservare immagini relative alla vita di Dante, mentre ascolta gli approfondimenti provenienti dalle campane sonore che si attivano assieme alla proiezione tramite i sensori di presenza.

La “Sala del Volto” si concentra sulla fisionomia del poeta, si ricorda che il primo a fornire lo stereotipo per l’iconografia dantesca fu Boccaccio che ne ricavò l’aspetto attraverso i racconti di coloro che lo avevano conosciuto. Nel Trattatello in laude di Dante di Giovanni Boccaccio (1932)  è presente la  descrizione, tradotta poi in numerosissime lingue: “Fu adunque questo nostro poeta di mediocre statura, e, poi che alla matura età fu pervenuto, andò alquanto curvetto, e era il suo andare grave e mansueto, d’onestissimi panni sempre vestito in quell’abito che era alla sua maturità convenevole. Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso”.

I professionisti di Touchwindow per enfatizzare le fattezze del sommo poeta hanno realizzato nella Sala una proiezione tramite video mapping su tre sculture in gesso raffiguranti il volto di Dante, le quali sono state così rivalorizzate diventando veri e propri display dinamici. La parete opposta è stata adibita alla proiezione di alcuni versi del Boccaccio, in cui vengono descritti i lineamenti del poeta, udibili in contemporanea tramite diffusione audio.

Nella “Sala del culto” è stato realizzato un totale restyling dei contenuti, del software e dei tavoli interattivi preesistenti, il software Touchviewer, tramite la sua interfaccia intuitiva e la sua struttura a cartelle, ha permesso di predisporre numerosi approfondimenti legati alla presenza di Dante a Ravenna, accessibili tramite un semplice tocco. È stata, inoltre, realizzata anche una mappa del museo e della città di Ravenna, sulle quali, grazie alla funzione POI (point of interest), il visitatore ha la possibilità di selezionare i luoghi evidenziati e scoprire anteprime e spunti per proseguire la visita. Il percorso termina con le ultime sale dedicate alle tre cantiche della Divina Commedia, dove  la vera protagonista è la customer experience. Grazie all’esperienza di Touchwindow l’interattività e la multimedialità del nostro tempo si uniscono al prestigio di reperti storici di inestimabile valore e alla figura del poeta più conosciuto al mondo. Modernizzare e conservare il patrimonio storico sono le parole chiavi della mission dell’azienda.

Scopri di più sul Museo Dante di Ravenna in chiave Multimediale


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