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L'architetto Fernando De Simone ha condotto un'analisi scientifica, durata circa un anno, sulla stabilità del David di Michelangelo. Il rapporto, consegnato alla Regione Toscana e al Comune di Firenze, evidenzia alcune criticità e consiglia un trasferimento della scultura che, se lasciata dove si trova ora, potrebbe subire l'effetto delle vibrazioni dei treni ad alta velocità in transito nei tunnel distanti solo 600 metri dalla sua attuale collocazione. Dalle indagini diagnostiche effettuate, è risultato che la statua presenta delle microfratture nelle caviglie e piccole crepe che potrebbero aumentare qualora il David continuasse a essere sottoposto a molteplici sollecitazioni.

Nella regione di Hazarajat, in Afghanistan centrale, circa 250 chilometri a nordovest di Kabul, a Bamiyan, luogo di incontro tra le civiltà asiatiche lungo la Via della Seta, sorgevano due statue scolpite nella roccia, due Buddha, uno più maestoso (55 metri) l’altro più piccolo (35 metri). Erano lì dal 500 d.C. circa. Sono stati lì a vegliare sulla valle per quindici secoli fino al 2 marzo 2001, quando furono fatti saltare in aria. L’Unesco aveva cercato invano di preservare i due Buddha, ma un editto dichiarò che erano fuori legge. A dieci anni dalla loro distruzione vengono rivelate nuove scoperte che li riguardano e annunciate possibili ricostruzioni grazie a nuovi strumenti e alle tecnologie applicabili ai beni culturali.

Un gruppo di ricercatori europei appartenenti dell'Istituto di scienze e tecnologie molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Istm-Cnr) ha scoperto che i gialli a base di cromato di piombo (giallo cromo) sono caratterizzati da una scarsa stabilità chimica e fotochimica che nel tempo produce un effetto scuro sul colore. I quadri di Van Gogh mostrano segni di tale deterioramento chimico e il giallo del famoso quadro 'I Girasoli' potrebbe spegnersi lentamente.

Telerilevamento sito archeologico di Saqqara, Egitto Recentemente è stato lanciato e messo in orbita l’ultimo satellite della costellazione Cosmo Sky-Med che si avvale di sensori attivi ad alta risoluzione, in grado di misurare la radiazione riflessa da loro stessi emessa, a differenza di quelli passivi che registrano invece la radiazione emessa dal sole. Questa modalità consente ad esempio di continuare a monitorare la zona di destinazione in qualsiasi condizione (giorno, notte o con qualsiasi copertura nuvolosa). I satelliti Cosmo Sky-Med progettati e finanziati dall’Italia, sono principalmente rivolti ad osservare l’area del Mediterraneo ("Med” in realtà è sinonimo di "Mediterraneo"), dove si trova la più alta densità di siti archeologici del mondo.

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