SaveHer un’APP per la salvaguardia del Patrimonio Culturale attraverso la partecipazione attiva dei cittadini

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L'Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IBAM-CNR) ha sviluppato, nell'ambito del Progetto Pro_Cult, finanziato con fondi PO-FESR Basilicata (2007-2013), un'applicazione per dispositivi mobili (tablet e smartphone) finalizzata alla salvaguardia del Patrimonio culturale attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. L'App, denominata SaveHer (Save Heritage), è scaricabile gratuitamente dal Play Store di Google.

L'idea

I cittadini sono una potenziale risorsa per la tutela del Patrimonio culturale poiché sono dei “sensori” diffusi sul territorio. Grazie al loro aiuto, infatti, le istituzioni possono ricevere preziose e tempestive informazioni circa lo stato di conservazione dei monumenti. Ciò può contribuire alla programmazione di opportuni e mirati interventi di ripristino dello status pre-evento.

L'obiettivo

Coinvolgere i cittadini nella segnalazione di problematiche che interessano i monumenti (es.: chiese, castelli) in conseguenza di eventi naturali (es.:terremoti, frane, alluvioni), atti vandalici o incuria.

Partecipare attivamente

Ѐ possibile scaricare gratuitamente l’App SaveHer, disponibile gratuitamente dal PlayStore di Google. SaveHer è caratterizzata da procedure snelle ed intuitive, ed è stata sviluppata sia per dispositivi smartphone sia per tablet.

Quando il cittadino/utente riscontra una problematica su di un monumento può segnalarla utilizzando l’App. Una volta giunto sul luogo del danno, scattando da una a tre foto SaveHer acquisirà le coordinate e invierà la segnalazione ai server dedicati. Le segnalazioni, una volta validate dall’amministratore del sistema, saranno pubblicate sulla pagina web dedicata (www.appsaveheritage.com).

SaveHer comprende diverse funzionalità: collegamenti con i social network, creazione di report, condivisione di fotografie, impiego del segnale GPS per la geo-localizzazione, questionari per la segnalazione più completa dei danni riscontrati, mappe.

 

Fonte: IBAM-CNR, contatti: Dott. Fabrizio Gizzi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

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