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Lunedì, 07 Marzo 2011 10:06

Antichità egizie: la denuncia di Zahi Hawass

Abbiamo seguito le vicende relative alle antichità egizie fin dal primo momento, dopo lo scoppio della rivoluzione; dunque, avendo ricevuto un messaggio ufficiale di Zahi Hawass, riteniamo giusto rendere diffondere il suo pensiero, visto che il ministro ha dato le dimissioni a causa dell'insostenibilità della situazione, affermando che il dipartimento non è in grado di proteggere i suoi siti archeologici.

"Quando la rivoluzione è iniziata il 25 gennaio 2011, e nella sua prima settimana, ci sono stati solo alcuni saccheggi: a Qantara East nel Sinai, e al Museo egizio, al Cairo. Tuttavia, poiché Mubarak non dava le dimissioni, i saccheggi sono aumentati in tutto il paese, e le nostre antichità sono in grave pericolo, alcuni criminali cercano di impossessarsene approfittando della situazione attuale.

Sabato 29 gennaio, sono entrato nel museo, la mattina dopo l'assalto e ho potuto vedere attraverso il monitor del museo, gli oggetti che sono stati rovinati, danneggiati in tutto le gallerie. Tuttavia, tutti i capolavori sembravano essere presenti. A prima vista, sembrava che nulla fosse stato portato via e quindi ho annunciato che il museo era al sicuro.

Dopo un inventario preliminare, abbiamo scoperto che diciotto elementi mancavano all'appello. Fortunatamente quattro di questi sono già stati recuperati. Lo scarabeo del cuore di Yuya e il corpo della dea, la statua di Tutankhamon Menkaret, ritrovati sul lato ovest del museo presso il nuovo negozio di souvenir, e uno dei reperti dispersi è stato rinvenuto sotto una vetrina all'interno del museo. La statua di Akhenaton è stata trovata da un giovane manifestante vicino alla parete sud del museo in Tahrir Square. La sua famiglia ha immediatamente contattato il Ministero per le Antichità per organizzarne la restituzione della statua al museo.

Sono ora in attesa di completare la relazione finale per verificare cosa ancora manca nel Museo egizio del Cairo. Il direttore generale del museo mi ha detto che questo rapporto sarà completato entro il 6 marzo.

Molti altri siti egiziani hanno subito irruzioni.

A Qantara East, nel Sinai, i saccheggiatori hanno fatto irruzione rubando diversi oggetti. Fortunatamente, ad oggi 292 elementi sono stati restituiti. I criminali hanno attaccato diverse volte Saqqara una decina di giorni fa. I lucchetti di molte tombe sono stati aperti. Il Metropolitan Museum of Art è stato attaccato due volte, isaccheggiatori erano in grado di sopraffarre le guardie che sono state legate mentre loro operavano all'inteno del Museo. A Abusir, i saccheggiatori hanno fatto irruzione nel magazzino. A Giza, il 1 marzo, i criminali hanno fatto irruzione nella Hassan Selim, erano armati e hanno disarmato rapidamente le guardie che si sono arrese per salvaguardare la loro vita.
A Tell el-Basta e Wadi el-Feiran, nei pressi di Sharm el-Sheikh, sono state fatte delle violazioni.

Gli ispettori sono al lavoro per valutare la reale portata del danno e sono in attesa che finiscano il loro lavoro. 
Diversi siti faraonici sono stati sottoposti ad atti di vandalismo e saccheggi.

Statua di Ramesse II ad Assuan. La tomba di Ken-Amun a Tell el-Maskhuta, nei pressi di Ismailia, è stata completamente distrutta. E l'unica tomba della XIX dinastia conosciuta nella Basso Egitto.
A Giza, vicino la Grande Sfinge, i saccheggiatori hanno fatto irruzione nella tomba di Impy. Vandali hanno tentato di distruggere gli altri edifici e tombe a Giza, ma senza successo.
A
Saqqara, blocchi inscritti e parti della porta sono stati rubati dalla tomba di Hetepka. Saccheggiata la tomba di Ptahshepses in Abusir.
Le guardie di siti a Nekhen, a nord di Edfu, hanno catturato parecchi ladri. A Assuan, saccheggiatori hanno tentato di rubare una statua di Ramesse II, ma gli archeologi e le guardie del sito li hanno fermati. Quasi ogni notte
Abydos è stato oggetto di attacchi. Sono stati aperti scavi illegali in diverse località, Alessandria, Ismailia, Saqqara, Behaira, Sharqia, Abusir e Dahshur.

Anche i monumenti islamici hanno sofferto durante questa crisi. La stazione di polizia di el-Gamalia è stata data alle fiamme ed è un avanposto importante per il controllo del territorio. A Tanta, il Sabeel di Ali Bey Al-Kabir, è stata distrutta la vetrata.
In prossimità di Alessandria d'Egitto, Kom el Nadoura ha subito alcuni danni.
Al Wekhalit el Jeddawi, in Esna, la popolazione locale ha protestato davanti al wekhalit.

Nonostante tutti i danni e saccheggi che si sono verificati, sono lieto di affermare che tutte le sinagoghe e tutte le chiese e i monasteri sono rimasti intatti.

Persiste un problema relativo alla sicurezza di tutti i siti poichè le guardie e le forze di sicurezza dei siti sono disarmati e questo li rende un facile bersaglio per i saccheggiatori che invece sono armati. Le guardie e le forze di sicurezza sono quindi costrette ad assecondare le richieste dei criminali. Inoltre, la polizia egiziana non ha la capacità di proteggere ogni singolo sito, monumento e museo in Egitto.

La situazione appare oggi molto difficile e stiamo facendo del nostro meglio per assicurare che la polizia e l'esercito ripristinino la piena protezione al patrimonio culturale del Paese".

Zahi Hawass

(Fonte: Redazionale)

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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