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Eroico è il delitto di Giuditta nel passo del Voyage en Italie (Joseph De Lalande, 1769) pertinente la tela da Palazzo Zambeccari di Giuditta e Oloferne: (1767) “Judith coupant la tête à Holopherne, par Michel-Ange de Carravage, tableau très-beau, bien composé; il est traité d’une manière si terrible qu’on ne peut le regarder sans une espece de saisissement; le sujet est prix dans le moment du passage de la vie à la mort, & rendu d’une manière effrayante. La Judith est belle & a une certaine horreur de l’action qu’elle commet. Le caractère de la Suivante est bien, & il laisse dominer celui de la figure principale. Ce tableau est vigoureux de couleur. C’est dommage que le dessein en soit ronde & les countours trop roides.”

Cosa si attende ancora per nominare UR tra le ricchezze del Patrimonio Mondiale? #Italy4UR

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L’Unesco sta esaminando la richiesta di inserimento nel patrimonio mondiale del sito archeologico di UR da ben 16 anni.

In questi anni il sito ha sofferto di tutto, oltre alla mancanza di manutenzione, ha resistito alle guerre, agli americani che lo hanno usato come base militare, ai ladri e ai tombaroli (come li chiamiamo noi in Italia), ma anche alle bombe che hanno lasciato il segno delle voragini e ai proiettili che hanno lasciato il buco sulle pareti della grande Ziggurat.

Tempio di Bel, Palmira

Scomporre la realtà negli elementi finiti, una procedura ingegneristica classica che trova fondamenti anche nella filosofia atomistica democritea, è la base intrinseca della realizzazione preventiva di una memoria digitale della realtà. La filosofia democritea teorizzava che l’essenza della realtà fondamentale delle cose, era costituita da corpuscoli infiniti di numero e da uno spazio vuoto infinito per grandezza.

Ur, Erbil, Mosul, Baghdad, Duhok, Suleymanya in mostra al MAXXI

Non l’archeologia delle tecnologie, ma tecnologie dell’archeologia diventano scoperta perfino per chi le usa correntemente, facendo  mostra di sé con creazioni da allestimento museologico in ambiente 3D, videoproiezioni, ologrammi, slide-screen dell’impegno umanitario di tante persone, ovunque coinvolte dall’archeologia socio-economica a cronologia ultradecennale della Cooperazione italiana allo sviluppo (Maeci).

La strada è la tecnologia

La tecnologia genera in progress ulteriore tecnologia, ma quali scenari di sviluppo possono spalancarsi se invece ci rivolgiamo
al passato e applichiamo le nostre moderne tecnologie a quelle degli antichi?
Prendiamo le strade romane, il trionfo eccellente del concetto algoritmico del saper come fare che conferisce chiarezza
all’etimologia del termine tecnologia. Il sistema stradale romano costituisce a tale riguardo davvero un fatto straordinario.

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