Il caso di Tindari: integrazioni tecnologiche e rilievo archeologico

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Il caso studio ha interessato il rilievo della porta a tenaglia e un tratto delle mura dell’antica città di Tindari, tramite l’utilizzo integrato di varie metodologie e tecniche di acquisizione.

La città di Tindari è un’area archeologica tra le più estese d’Italia, relativamente poco conosciuta e indagata, su cui gravitava anticamente un territorio solo recentemente oggetto di una ricognizione sistematica e intensiva di superficie con pubblicazione di una carta archeologica (Fasolo 2013, 2014).

Le dimensioni e la collocazione delle strutture, in parte soggette a superfetazioni che giungono sino ad età moderna, insieme al non uniforme stato di conservazione delle stesse, hanno sempre reso difficile un rilievo analitico del monumento nella sua interezza.

Le caratteristiche delle mura della città di Tindari ne fanno un interessantissimo esempio di architettura militare sulla cui cronologia ancora si dibatte.

L’utilizzo integrato di una serie di tecnologie applicate al rilievo topografico in un’area campione del monumento ha fornito risultati promettenti, ai quali si auspica di dare seguito con il completamento del rilievo dell’intera struttura muraria.

L’intento del lavoro è stato quello di verificare se sia possibile e in che modo - allorché ragioni economiche, di tempo e di accessibilità al monumento impediscano di eseguire una campagna pianificata di rilievo - riutilizzare proficuamente materiali eterogenei per provenienza, qualità, tecnologie e metodologie di acquisizione, realizzati con finalità e in tempi diversi. E inoltre se si possano conseguire in maniera speditiva grazie alle recenti tecniche di post processamento dei dati, precisioni di natura metrica, geometrica e morfologica che consentano sia analisi interpretative che la progettazione di interventi di conservazione e valorizzazione.

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Integrazioni tecnologiche e rilievo archeologico - il caso di Tindari
di Dario Angelini, Michele Fasolo, Domenico Santersiero, Marco Sfacteria

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