Una nuova tecnologia anticontraffazione basata sull'utilizzo della luce di sincrotrone

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Un team di ricercatori di Elettra, il sincrotrone di Trieste, ha messo a punto un particolare sistema per combattere la contraffazione di opere d'arte.

Tale tecnologia denominata "Invisible" verrà applicata a diverse opere conservate presso i Civici Musei del Comune di Udine tramite un accordo che è stato presentato lo scorso 26 giugno nella Casa della Contadinanza di Udine.

La nuova tecnica è una marcatura delle diverse opere con un marchio invisibile ad occhio nudo che non intacca la superficie. Tale segno identificativo è visibile solo se illuminato con un fascio di luce caratterizzato da una particolare lunghezza d'onda.

Le scritte possono essere applicate direttamente o indirettamente. Il marchio può venire apposto su un supporto da applicare successivamente all'opera.

 

La tecnologia si basa su un fenomeno fisico di creazione di centri di colore in cristalli alogenuro-alcalini utilizzando radiazioni ionizzanti. In questo caso il composto utilizzato è il fluoruro di litio che attivato dalla luce di sincrotrone diventa come un pigmento invisibile da trasformare in un marchio o codice che non danneggia in nessun modo la superficie su cui è applicato e che può essere rimossa senza difficoltà e solo da chi l'ha precedentemente posizionata. 

La metodologia è quindi non invasiva, invisibile e rintracciabile se richiesto, e permette di distinguere le opere originali da eventuali falsi garantendo la conservazione e tutela delle opere.

Invisible verrà applicata a diverse opere tra cui un centinaio di opere di Ascanio di Brazzà tra disegni, stampe e dipinti su tela e l'acquaforte "Due maghi e il bambino" di Tiepolo (Fig.) del Gabinetto Disegni e Stampe dei Civici Musei.

La tecnologia è stata applicata anche su monte di epoca romana e altri reperti provenienti dai musei di Cividale e Aquileia. 

 

Fonte: www.elettra.trieste.it

 

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