Usare la tecnologia per decifrare, preservare e gestire il patrimonio culturale

MagnetometerGokstadUtilizzando un radar a penetrazione del terreno (GPR) e un magnetometro, è stato individuato un insediamento in un’area della Norvegia orientale (Sandefjord). Quanto rilevato prevede una strada lunga 80 metri con 15 edifici. A fare la scoperta gli archeologi del Museo di Storia e Cultura di oslo e il Norwegian Institute for Cultural Heritage Research (NIKU), in collaborazione con la contea Vestfol. Il lavoro è iniziato nel 2011, con la realizzazione di una perforazione simile a quelle che vengono portate avanti nelle propensioni geofisiche nel Mare del Nord. Secondo gli esperti, ci si è imbattuti in un’area che doveva essere il mercato della città vichinga. Gli archeologici che hanno lavorato al progetto sottolineano quanto sia stata importante la tecnologia che ha permesso loro di fare nuove e importanti scoperte per la ricostruzione storica del territorio.

Questo lavoro portato avanti dal team novegese vuole esplorare ed implementare nuove possibilità per la gestione della conoscenza guidata del patrimonio culturale attraverso l'uso di tecnologie avanzate e nuovi metodi. Per conoscere le implicazioni metodologiche, teoriche e pratiche degli usi metodi non distruttivi, si vuol raggiungere l’obiettivo di presentare adeguare e sviluppare una gamma di tecniche e metodi che possano migliorare la ricerca e la gestione delle patrimonio culturale. Il progetto contribuirà ad aumentare la competenza in questo campo a beneficio della ricerca e della gestione sul patrimonio.

Utilizzando una molteplicità di metodi tecnologici non-distruttivi e nuove strumentazioni, il progetto si prefigge lo scopo di colmare le importanti lacune ancora esistenti per migliorare la gestione attuale e futura su più livelli - che comprendono la dimensione storica dei paesaggi, gli ambienti culturali, gli edifici e i monumenti.

Il progetto andrà avanti e svilupperà ulteriormente il lavoro per individuare le strutture fuori terra, nonché l'individuazione di elementi che si trovano sotto la superficie utilizzando satelliti, lidar, foto aeree, prospezione geofisica e scansione iper-spettrali. L’approccio multiplo permette di effettuare studi riguardo il cambiamento dell'uso del territorio, può prevedere il coinvolgimento del pubblico e il monitoraggio di paesaggi e ambienti culturali. Inoltre, sarà inclusi l'uso di avanzate apparecchiature di scansione laser terrestre per la documentazione e il monitoraggio di chiese e di rovine. Per scopi di conservazione il progetto si concentrerà sulla tecnologia x-ray utilizzata su edifici in legno.

Il progetto si articola in due fasi di lavoro e di studio che comprendono l’uso di alta tecnologia per l'identificazione, la documentazione e la comprensione del patrimonio culturale come base per migliorare la ricerca sulla gestione dei paesaggi, ambienti culturali, monumenti, oggetti e superfici.

(Fonte: Redazionale)

Sandra Leonardi

Sandra Leonardi
Dal 2003 è docente a contratto di Geografia Economica Politica presso l’Università La Tuscia di Viterbo, Facoltà di Scienze Organizzative e Gestionali. Presso la stessa Università ha tenuto corsi di Geografia per la Facoltà di Beni Culturali. Ha effettuato ricerche, pubblicando diversi articoli, principalmente nell’ambito della geografia storica e della cartografia (storica e digitale). È stata capo-redattore di MondoGIS, nonché consulente per la componente geografia, beni culturali e paesaggio in studi di progettazione e salvaguardia ambientale. Attualmente collabora nella redazione delle la riviste GEOmedia e Archeomatica.

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