Homo Naledi: uno scanner portatile per documentare lo scavo

10 Febbraio 2016  

In collaborazione con l'Associazione Americana di Antropologia Fisica la società Artec 3D ha recentemente annunciato un interessante caso applicativo dello scanner palmare Artec Eva utilizzato per la documentazione dello scavo dell'antico Homo Naledi, nuova specie umana scoperta nel 2015 in Sudafrica, vicino a Johannesburg, in un totale di 1500 frammenti nella Grotta chiamata Rising Star.

Il professor Lee Berger,dell'Università di Witwatersrand, era venuto a conoscenza del sito nel 2013 e da subito capì che la profondità del sito e le piccole dimensioni della grotta e la larghezza della camera principale, sarebbero stati uno dei problemi da affrontare.
Sei esperti sono quindi andati sottoterra con lo scanner palmare per documentare la posizione dei fossili. Le aree di scavo e la camera sono stati visualizzati in un ambiente 3D e i dati trasportati in superficie, consentendo il coinvolgimento degli scienziati fuori terra. Lo scanner portatile ha fornito la portabilità necessaria e la facilità d'uso per ottenere una documentazione in alta risoluzione. In solo cinque settimane è stato possibile documentare ben 1550 frammetni grazie alle tecnologie di scansione 3D.

I fossili documentati con Eva sono stati traferiti a Wits, presso l'Università di Witwatersrand e sono oggetto di un documentario della National Geographic che ha finanziato il progetto di scavo e studio dei fossili.

Il team è stato in grado di eseguire la scansione di un'area desiderata, produrre una visualizzazione delle posizioni dei fossili, e trasmettere tali informazioni alla squadra fuori terra. Questo ha permesso al team fuori dal sito di vedere l'interno come se fosse lì e fornire la direzione necessaria agli speleologi sottostanti. Dopo la scansione, è stata poi utilizzata la funzione di auto-allineamento di Artec Studio allo scopo di ottimizzare il processo di unione dei diversi dati, consentendo di analizzarli in tempi rapidi.

 

Ashley Kruger, paleontologo alla Wits University ha dichiarato "Il team ha imparato a usare gli scanner in poco meno di un'ora. Utilizzando questa tecnologia in modo significativo si è accelerato l'intero processo di recupero, riducendo alcune attività che avrebbero preso ore, a pochi minuti. Con progetti come questo, le ossa devono essere documentate in relazione al sito di scavo. Normalmente, questo comporta la registrazione manuale della posizione dei fossili e riferimenti incrociati con una griglia stabilita. La tecnologia di Artec è stato in grado di semplificare questo processo immensamente, nonostante le condizioni estremamente impegnative e limitanti."

"Come per qualsiasi progetto di conservazione, l'ambiente è cambiato per sempre nel momento in cui si tocca", ha detto Artyom Yuhkin, presidente e CEO di Artec 3D. "La tecnologia di scansione 3D sta permettendo a squadre come queste di operare con la certezza che i dati verranno acquisiti in alta fedeltà, prima che il sito sia compromesso. Inoltre, questi progetti possono essere completati più rapidamente. Con la scansione 3D, un progetto di recupero che avrebbe richiesto decenni può essere realizzato in poche settimane."

Il progetto Rising Star è ancora in corso e si continua ad analizzare i dati i cui risultati verranno pubblicati quest'anno.


Fotne: Artec 3D

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Febbraio 2016 16:59

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